Ordinamento dell’archivio storico
Gli archivi degli enti pubblici sono beni culturali: la legge impone di conservarli nella loro organicità, ordinarli e inventariarne la sezione storica. Rif. D.Lgs. 42/2004, artt. 10 e 40; vigilanza della Soprintendenza archivistica (artt. 18–19).
- 01
Studio del soggetto produttore
Analisi storico-istituzionale dell’ente: competenze, funzioni ed evoluzione nel tempo (base per i record d’autorità, ISAAR(CPF)).
- 02
Ricognizione e censimento
Verifica di consistenza, stato di conservazione e logistica; individuazione dei fondi e delle stratificazioni.
- 03
Schedatura delle unità
Descrizione analitica di fascicoli, registri e buste: estremi cronologici, oggetto ed elementi identificativi.
- 04
Vincolo e ordine originario
Ricostruzione del vincolo archivistico nel rispetto della provenienza e dell’ordine originario.
- 05
Ordinamento in serie
Riordino logico e fisico: ricostruzione di serie e sottoserie e definizione della struttura gerarchica.
- 06
Selezione e scarto
Proposta di scarto della documentazione priva di valore permanente, previa autorizzazione della Soprintendenza archivistica.
- 07
Inventariazione
Descrizione multilivello dal fondo all’unità (ISAD(G)), con introduzione storico-archivistica e criteri di ordinamento.
- 08
Condizionamento, segnatura e topografico
Ricollocazione in unità idonee e segnatura definitiva; redazione dell’elenco topografico che registra la collocazione fisica di ciascuna unità sulle scaffalature.
- 09
Restituzione dei dati
Conferimento delle descrizioni ai sistemi nazionali (SIUSA / SAN) ed esportazione nei formati standard di interoperabilità.
- 10
Standard di riferimento
Standard ICA: ISAD(G) per i complessi documentari, ISAAR(CPF) per i soggetti produttori, ISDIAH e ISDF; interoperabilità in XML EAD3 ed EAC-CPF.





































